Reiki

usuiSi racconta che Hawayo Takata, la grande maestra che portò il Reiki in Occidente alla richiesta di definire con precisione scientifica questo metodo di guarigione, appoggiò entrambe le mani su una persona dicendo “Reiki on”, poi le tolse dicendo “Reiki off”, concludendo la risposta con un sorriso.
L’essenza del Reiki si può spiegare in queste poche parole: semplicità ed esperienza diretta.

Il contatto con l’energia deve avvenire in prima persona. Reiki è uno dei metodi più antichi di cura tramite l’imposizione delle mani riscoperto in Giappone nel 1800 da un monaco di nome Usui.

Negli ultimi anni questo metodo di cura ha avuto un grande sviluppo, al contrario la documentazione sull’argomento è carente, a volte incompleta e, cosa peggiore, contraddittoria, creando così grande confusione sull’argomento.

Una delle caratteristiche peculiari del Reiki sta nella sua estrema semplicità e nell’assenza di regole e dogmi.

Il Reiki è come “l’aspirina”, dice la grande maestra Takata, dovrebbe essere in tutte le case”, Reiki è di tutti e per tutti.

Non esistono documentazioni scritte relative alla riscoperta del Reiki: tutti i dati di cui disponiamo provengono dai diari di Hawayo Takata, che negli anni 40 portò il Reiki dal Giappone agli USA, aprendo la conoscenza di questa tecnica al mondo occidentale.

Per quanto riguarda Mikao Usui, colui che ritrovò e codificò i capisaldi del Reiki, sono nebulose anche le notizie riguardanti il suo nome, infatti in Giappone viene chiamato “ussui” il monaco itinerante che vaga con una lampada alla ricerca della verità. E’ quindi possibile che si tratti di un appellativo simbolico anziché del suo nome reale. D’altra parte una delle caratteristiche peculiari del Reiki è proprio il fatto che in esso non esistono figure alle quali fare riferimento, maestri da seguire o venerare, tranne il nostro cuore. Nella leggenda della riscoperta del Reiki troviamo innanzitutto una serie d’indicazioni che possono illuminare e guidare la nostra esperienza personale con il Reiki stesso: al di là degli aspetti puramente storici che sono sicuramente secondari ,per chi ha deciso di viverlo in prima persona ,la biografia di Usui è, come in una parabola Zen, un’indicazione precisa di un cammino da percorrere, ma non è, e non vuole proporre, un modello da imitare.

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