Cammino di Santiago Agosto 2006

Buen Camino!!!!

CAMMINO DI SANTIAGO – CAMMINO DEL NORD ultimi 124 km – Agosto 2006

Pochi consigli per il cammino:

Zaino leggero, cappello, scarponcini o scarpe da trekking usate e allacciate strette.

Borraccia per l’acqua.

Allenamento. Anche se si cammina non prendete sottogamba come ha fatto il sottoscritto. Camminare, camminare, camminare. Se siete abituati a camminare meglio se no allenatevi almeno un paio di mesi prima.

Non usate cerotti, portatevi del disinfettante, ago e filo e bucate le vesciche.

PARTENZA!

10 agosto 2006 vilalba

Ore 7,30 partenza. 123,800 km da fare. Il sole inizia a salire, attraversiamo il paese, mi sento emozionato, forse un po’ incredulo, eppure sono sul cammino. Uscito dal paese le indicazioni ti fanno svoltare a destra e ti portano nei sentieri, dopo qualche km attraversiamo il cantiere della nuova autostrada.

Al 13° km incomincio a sentire un fastidio ai piedi, controllo, brutta sorpresa, due belle fiacche! Metto due cerotti per le fiacche, errore madornale che mi ha condizionato tutto il cammino, NON USATE I CEROTTI! Infilo i sandali e riparto, tra una deviazione e l’altra arriviamo al ponte rodriguez, cammino tra sentieri molto belli e la carrettera principale. Verso le 13,30 e 21 km arriviamo a Baamonde. entriamo all’albergue e ci facciamo mettere il timbro, la sella. La gerente dell’albergue ci informa che a Miraz è già pieno. Che facciamo? Dopo una pausa al bar per un boccadillos e una cerveza, decidiamo di proseguire per Miraz, il tempo e’ bello, se non riusciamo ad arrivare dormiremo all’aperto. I piedi fanno abbastanza male ma tengo duro. Altra deviazione! Questa e tosta, invece di girare a destra fuori dal paese ci mandano a sinistra, destra e il sentiero sale sulla collina, la fatica e il dolore ai piedi si fanno sentire, ad occhio e croce allunghiamo di 8 km, ho camminato per un paio d’ore forse piu’ e non avevo tenuto acceso il gps. Finalmente rientriamo sul cammino all’altezza della cappella di San Alberte, magnifica, facciamo una pausa, metto i piedi a bagno nella fonte, riempio le bottigliette d’acqua e ripartiamo. La strada si biforca, a sinistra sterrato, dritto strada asfaltata, nessuna indicazione. Proseguiamo per la strada asfaltata, si arriva ad un paese deserto, devia in un sentiero nel bosco dove riposiamo un po’, tre signore spagnole ci salutano e vanno per il sentiero, ripartiamo, secondo guaio, metto male il piede e sento una fitta al ginocchio destro. Della serie se la fortuna e’ cieca…………………. Arriviamo in un paese ancora piu’ piccolo e ancora piu’ deserto. Cogliamo qualche mela, e’ pieno di alberi di mele, da un rubinetto riempiamo le bottigliette d’acqua e ci accampiamo in un prato. Sono stravolto, siamo a 7 km da Miraz, controllo le fiacche, aggiungo altri 3 cerotti, cosa non fa l’inesperienza. Mi addormento che e’ ancora chiaro.

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11 agosto 2006

mi sveglio che il sole non e’ ancora sorto, fa freddo, metto i calzoni lunghi e il giubbotto, mentre aspetto che si alzino i miei compagni di viaggio muovo le gambe, i muscoli fanno male ma il ginocchio sembra a posto. Partiamo col sole che sorge, lo spettacolo e’ meraviglioso, attraversiamo boschi di eucalipti, un paesino dove un artista augura il buon cammino ai pellegrini con un incisione sul muro di cinta. A 1 km da miraz troviamo un bar dove possiamo far colazione, pane prosciutto e una birra, ripartiamo. Verso le 10 arriviamo a Miraz, l’albergue e’ chiuso ma per fortuna al bar ci mettono la sella, breve pausa e ripartiamo, ci aspettano 28 km a Sobrado Dos Montes. E’ la tappa piu’ dura e solitaria, ci inerpichiamo su colline bruciate dal sole, caldo, l’acqua scarseggia, i piedi fanno male il ginocchio pure. Proseguo. Verso le 14 ci fermiamo a mangiare, controllo i piedi, altre due fiacche! Ho finito i cerotti e passo al vecchio metodo dell’ago e filo, il primo km vedo le stelle ma poi mi abituo. Mancano 10 km ed ho un tracollo, il dolore al ginocchio e ai piedi sono insopportabili, ogni pausa e’ peggio. Gli ultimi 8 km sono un delirio, procedo a microscopici passi, cerco di sublimare il dolore concentrandomi sul passo, ogni passo mi avvicina alla meta. Arriviamo al monastero verso le 20. Vado a farmi una doccia, meraviglioso! Le fiacche sono ormai ovunque, alcune enormi, alcune sanguinano. Mi armo di ago e filo, le buco e spurgo. Camminando male ho ora dolori ovunque, dentro di me mi maledico per non aver fatto allenamento prima di partire. Mangiamo uno yogurt un paio di briosce e mi sdraio nel sacco a pelo, tempo 3 secondi e crollo addormentato

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12 agosto 2006

Ore 7 sveglia, i dolori si sono attenuati ma ho dei dubbi se riuscirò a camminare. Rimando la decisione, mi muovo un po’, salgo in monastero a sentire le lodi, magnifico, cammino un po’ e piano piano si risvegliano i muscoli, decido di rimettere gli scarponcini allacciati ben stretti, finalmente azzecco una scelta. Facciamo colazione al bar, aspetto che apra la farmacia, prendo degli antinfiammatori e riparto, 23 km ad Alzua, li il cammino si unisce al francese. Finalmente riesco a sublimare i dolori, nelle parti piane va bene ma nelle salite e discese vedo ancora le stelle. Decidiamo x solo brevissime soste, senza neanche togliere lo zaino. A metà tappa ci dividiamo, abbiamo un passo diverso ed e’ giusto che ognuno vada col suo e poi e’ anche bello godersi un po’ di solitudine. Alla fine la media e’ di 4,1 km/h. La tappa e’ solitaria, l’unica compagnia e’ il rosario che recito in continuazione. Il sole e’ cocente e il dolore costante ma non mollo. Dal km 15 il dolore aumenta, le preghiere pure. Verso le 16 arrivo ad Alzua. Ringrazio il cielo di avere l’appoggio del camper, l’albergue e’ pieno. Siamo sul cammino francese e iniziano ad esserci tanti pellegrini. Dopo uno spuntino sul camper la mia compagna di viaggio decide di farsi qualche altro km prima di fermarsi, a malincuore non la seguo, le fiacche fanno veramente male, alla fine “rubo” 7 km. Ci ritroviamo verso le 18.30 doccia e andiamo a cena in una griglieria, una cena spettacolare ad un prezzo veramente irrisorio. Non sono un amante della carne ma qua è veramente squisita!

Verso le 23 ci corichiamo, giusto il tempo per aggiornare il diario e crollo addormentato.

Tappa odierna

Velocità media 3,9 kmh

Km 22,30

Tempo 5 ore e 14 minuti

Pause 31,03 minuti

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13 agosto.

Ore 7.30 partiamo, il sole sta sorgendo.

Stamattina mi sento bene, le vesciche sono tutte forate, fanno sempre male ma ormai mi sono abituato al dolore. Ho alleggerito un po’ lo zaino. Appena si scaldano i muscoli vado come un treno. Dopo 4 km troviamo un bar aperto, facciamo colazione e ripartiamo. Tengo molto bene il passo stamattina ma siamo già d’accordo di fare come ieri e di ritrovarci a fine tappa. Infatti dal km 9 iniziano salite e discese e il ginocchio va in tilt. Quando il dolore diventa forte rallento, lascio calmare e poi riparto, tengo duro, solo brevissime pause.

Il sentiero attraversa boschi meravigliosi, se saltassero fuori dei folletti non mi stupirebbe

Il pensiero di essere vicino alla meta, la preghiera, i posti meravigliosi che attraverso, mettono in secondo piano la fatica e il dolore.

Arrivo al km 18 il sentiero attraversa la strada principale, si attraversa un ponticello in legno ed inizia una salita pesantissima, sono circa 7 km, abbasso la testa, metto un piede avanti all’altro e proseguo.

A metà salita mi assale il dubbio di aver sbagliato strada, sono completamente da solo, durante una sosta vedo arrivare dei pellegrini e mi tranquillizzo.

Arrivo in cima al monte dove vedo dei ripetitori TV.

Mancherà poco, mi dico, invece altri 3 km!

Arrivo a Monte de Gozo e raggiungo gli altri, mettiamo la sella e andiamo in campeggio, mentre gli altri vanno in piscina ne approfitto per fare un bucato.

Per cena decidiamo di tornare allo stesso posto di ieri sera, paellata (grigliata) cerveza (birra) e oruko (grappa).

Tappa odierna

Velocità media 3,6 km/h

Km percorsi 25,40

Tempo 6 ore e 02 minuti

Pause 56 minuti

Altitudine 354 mt slm

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14 Agosto 2006

Ultimi km, 5 0 6, colazione e partiamo.

Tutti i dolori sono presenti, vesciche che ormai hanno raggiunto dimensioni e forme inquietanti, ginocchio, anche, muscoli, tutto mi rema contro ma anche strisciando devo arrivare.

I miei compagni di viaggio mi precedono, cerco di tenere un po’ il loro passo ma mi è proprio impossibile, pazienza ci ritroveremo alla porta del cammino se ci perdiamo.

-1, -2, -3, ecco il cartello di Santiago, più mi avvicino e meno dolore sento.

In città trovo una farmacia, prendo un antinfiammatorio, una crema disinfettante per le fiacche ed una pomata di voltaren per il ginocchio, anche se sospetto che l’infiammazione sia dovuta alla postura sbagliata che ho tenuto per colpa delle vesciche.

-4, -5 entriamo dalla Porta del Cammino ed arriviamo di fianco alla Basilica.

Mi sento emozionato come un bambino, attraversiamo delle case ed ecco la meta. LA BASILICA!

Ho le lacrime agli occhi, ce l’ho fatta! Magicamente tutti i dolori passano d’incanto e non tornano se non verso sera.

Ringrazio Dio per avermi dato la forza di arrivare fin quà.

Saliamo a farci vidimare la fine del pellegrinaggio nell’apposito ufficio dei pellegrini.

Fine pellegrinaggio! Ora dobbiamo aspettare la messa delle 12 dove vengono citati le provenienze dei pellegrini.

Ne approfittiamo per fare un po’ di shopping, bere un caffé, mi sento ancora incredulo, ce l’ho fatta!!!!

Tutti i dolori magicamente sono scomparsi, ringrazio Dio per avermi dato la forza di arrivare.

Dopo aver gironzolato per i negozi e presi vari ricordi e fatto le foto di rito entriamo in Basilica, il primo rito da compiere è appoggiare la mano sulla colonna all’ingresso, ovviamente bisogna fare un po’ di coda ma è emozionante appoggiare la mano dove l’hanno appoggiata milioni di pellegrini.

Poi ci prepariamo per la funzione, mi sposto vicino all’altare, appoggio lo zaino alla colonna e mentre inizia la messa ripenso a tutte le persone che hanno pregato per me, alle persone che ho portato nello zaino e per chi mi ha ha accompagnato in questo pellegrinaggio. Interiormente pronuncio tutti i loro nomi e chiedo la grazia di alleviare le loro pene, di portare serenità.

Sono molto commosso, sento qualcosa di nuovo in me.

E’ emozionante sentire che annunciano quanti pellegrini sono arrivati oggi e la loro provenienza.

Verso la fine della funzione religiosa mettono in funzione in “botafumiero” il grande incensiere il cui volo sorprende tutti i visitatori.

Finita la messa finalmente ci rilassiamo, qualche ricordino da portare a parenti e amici, pranzo col famoso polpo ala galenica e poi un salto a Finisterra per vedere quella che per gli antichi era la fine del mondo.

Poi ritorniamo a Vilalba a recuperare l’auto che avevo lasciato all’albergue.

Dormiamo una notte e ripartiamo verso la Francia per qualche giorno di mare e di relax.

Questo cammino è stato molto importante, anche oggi che riscrivo questo diario le emozioni, i paesaggi, il contatto profondo con Dio, tutto rivive dentro di me.

Mi assale ogni volta una grande nostalgia ed una voglia di rivivere questa esperienza appena possibile.

Il cammino ha cambiato qualcosa in me, mi ha arricchito di una luce nuova, la mia fede si è rinnovata.

Buon Cammino a tutti

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