KI – 3° Lezione

LEZIONE N°3

IL “RILASSAMENTO”

Come abbiamo introdotto nell’intervento iniziale le leggi del KI sono 4, e se riusciamo ad osservarne una possiamo dire di possederle tutte ma, persa una sola delle condizioni per le quali percepiamo possente il nostro KI … perse tutte !

Anche per questo esercizio, come per il precedente considereremo due momenti:

  • Esercizio
  • Test
  • RILASSAMENTO

Ricordando sempre il Punto Unico, che si trova indicativamente a quattro dita sotto l’ombelico e dove abbiamo concentrato il respiro la volta precedente, allentate ogni tensione del corpo.

Il rilassamento completo non deve avere come risultato uno stato flaccido o afflosciato.

Forme erronee di rilassamento interessano soltanto le masse muscolari maggiori, determinando una condizione di afflosciamento in cui gli organi e i vasi sanguigni vengono a trovarsi schiacciati sotto il peso non più sorretto della parte superiore del corpo.

E’ impossibile sviluppare un forte KI in queste condizioni.

Sciogliete le tensioni; sollevate e fate ricadere le spalle più volte, scrollandole.

Lasciate le braccia stese morbidamente lungo il busto, alzatevi sulle punte dei piedi e, mentre sollevate i talloni, scrollate anche le mani.

Man mano che afferriamo la sensazione di rilassamento, avvertiamo in noi tutte le altre tre “regole” del KI:

  1. il nostro respiro è nel punto unico
  2. il nostro peso è percepibile tutto verso il basso
  3. possiamo, con lo sguardo, avvertire il nostro potere estendersi attorno a noi

TEST

Anche per questa seconda legge del KI, a questo punto, entrerà in azione il nostro partner che dovrà, di nuovo assieme a noi, dimostrare l’avvenuta centratura, il raggiungimento dell’unità tra corpo e mente.

chiedete al vostro partner di testare la vostra posizione, come fatto nella precedente lezione
chiedetegli di ordinarvi, ad un momento da lui stabilito, di unire il dito pollice con l’indice della mano destra continuando a spingere contro il vostro petto.

Nel momento che eseguiremo il comando del nostro compagno, improvvisamente, ci accorgeremo che non riusciremo più a mantenere la posizione eretta, senza spostamenti, ma cederemo alla spinta che ci viene imposta. La ragione, è semplice: abbiamo creato una “tensione” (quella fisica tra pollice ed indice, ma qualsiasi altro tipo di tensione agisce nello stesso modo).

E la tensione ci distoglie; non siamo più nel nostro KI perchè SIAMO NELLA TENSIONE.

Si comincia così a delineare l’utilità di questi esercizi per la nostra vita quotidiana.

Se, nel corso di una discussione, affrontiamo un “avversario” che ci fa andare “in tensione” ricordiamoci di questa legge del KI, concentriamoci su noi e non su ciò che ci dice, ricordiamo le nostre ragioni ma, soprattutto, rilassiamo il corpo e … beh! continuiamo a suggerire di provare per credere.

E a raccomandare l’esercitazione quotidiana; la prossima lezione, la 4°, verterà sulla TERZA legge del KI.

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