Come Guarisce ReiKi? Cosa Guarisce?

reikiplasDefinire il Reiki non è per niente facile, nella sua essenza, infatti, è inafferrabile. Si potrebbe dire che è un modo per entrare in sintonia con tutto ciò che esiste in maniera semplice e che non lascia spazio alle elucubrazioni personali.

Come abbiamo detto nel Reiki non ci sono dogmi, atti di fede, pochissime sono le regole assolute. Nel momento in cui si riceve l’apertura dei canali attraverso i quali scorre l’energia, ognuno trarrà ciò che è pronto a recepire . Per qualcuno sarà un metodo di guarigione, per altri uno dei tanti sistemi utili alla crescita interiore, per altri ancora una professione e quindi una fonte di reddito. Come ogni forma di rapporto con l’energia, la cosa fondamentale è l’uso che l’uomo ne vuole fare: l’elettricità o l’energia nucleare non sono né buone né cattive l’uomo può farle diventare strumenti di vita o di morte.

La Verità è una, le strade per raggiungerla sono tante quante sono le tipologie umane; nessuna strada ha una posizione privilegiata. L’importante è non dimenticare mai che si tratta di un mezzo e non di un fine, non bisogna confondere la strade con la destinazione, altrimenti ci si perde, non si arriva mai alla meta. Reiki funziona sempre al di là di qualsiasi tecnica e di qualsiasi posizione. Le tecniche e le posizioni che vi insegneremo sono però frutto di decenni di sperimentazione e sono perciò uno schema funzionante. Reiki è una terapia olistica. Chi ha Reiki non guarisce nessuno: canalizza energia che favorisce l’instaurarsi di un processo di auto-guarigione nella persona trattata. La guarigione che viene stimolata non è legata solo ai sintomi dei quali soffre il soggetto, ma si riferisce sempre alle cause profonde dei sintomi stessi. Per questo parliamo di terapia olistica: considera l’essere umano come unità integrale, ciò significa anche che per il terapista non esiste nessun problema di esercizio abusivo della professione medica. Non si fanno diagnosi, non si prescrivono rimedi, si utilizza sempre la stessa terapia, il trattamento di base, indipendentemente dalla persona che si ha di fronte.

Possiamo anche no conoscere i problemi della persona, anzi può addirittura essere meglio, perché così evitiamo d’influire con le nostre idee preconcette su chi abbiamo davanti. Reiki è un’energia neutra, non polarizzata, agisce come un liquido, assume automaticamente la forma del contenitore nel quale viene versato. E’ impensabile credere di aiutare a guarire gli altri se prima non abbiamo guarito noi stessi.

Reiki ci lancia questa sfida ARMONIZZATI !!

Rei e Ki, tutti e due i vocaboli si riferiscono all’energia universale: Rei è l’aspetto universale cosmico, quindi unitario, dell’energia, Ki ne è la manifestazione all’interno degli esseri viventi. Reiki significa mettere in sintonia la propria energia personale con quella universale riportando in equilibrio l’energia individuale con quella universale. Reiki mette in moto un processo globale di guarigione, perché riarmonizzarsi con la realtà è sicuramente molto più che risolvere i propri problemi fisici ed emotivi, significa riacquistare il senso profondo della priorità, accettare ed interpretare il significato di ogni evento. Questo processo è tanto più importante quanto più la nostra educazione e la società ci hanno abituati a ragionare in forma analitica scomponendo, sezionando ed interpretando i singoli eventi per se stessi, dimenticando il quadro globale nel quale si verificano. Praticare Reiki significa imparare ad essere canali, veicoli che trasportano, quindi lasciare agire l’energia, la Realtà, l’Uno, il Tutto. Riuscirci vuol dire sicuramente aver innescato un meccanismo di guarigione e di maturazione dentro di noi. Le più grosse difficoltà di fronte al Reiki sono quasi sempre legate all’auto-affermazione dell’ego, all’incapacità di non sentirsi sempre al centro di tutto ciò che accade. Reiki propone all’individuo di farsi canale, di permettere all’energia di scorrere attraverso lui per arrivare dove è necessario. Reiki è semplice, non ci sono nozioni complesse, l’esperienza Reiki è più del cuore che della mente.

L’unico requisito richiesto è la disponibilità, il resto, dopo l’attivazione dei canali, viene da solo.

In ultima analisi, se riusciamo ad ascoltarci, è sufficiente seguire l’istinto e lasciare che le mani vadano da sole dove c’è più bisogno d’energia. Noi possiamo tentare di assecondare il processo di guarigione in atto, ricordandoci però di essere strumenti e sapendo che il ruolo del nostro ego è marginale.

Rei non può manifestarsi ed agire se non attraverso il cuore, l’amore. Se capisco che il mio prossimo ed io siamo una cosa sola, non posso fare a meno di amarlo, perché, in sintesi, amando gli altri amo me stesso. Solo partendo da questa base è possibile aiutare qualcuno, fino a quando ci si sente importanti, o buoni per il fatto di poterlo guarire non si è sul suo stesso piano, ma ci si sente un pochino più avanti. In questo caso, quando mi sento più importante o più buono per ciò che faccio per gli altri, chi agisce è il Ki (la mia energia), non è sicuramente il Rei (energia universale). Rei non può scorrere se il canale è occupato dal Ki.